Scesero nella piazza e si fermarono davanti a un fabbro al lavoro. Ihsan indicò il volto dell'uomo sporco di fuliggine. "Guardalo. Ogni ruga, la distanza specifica tra i suoi occhi, la curva delle sue labbra... formano un 'io' inconfondibile. Il Creatore non ha usato uno stampo industriale per dare forma all'umanità. Egli ha concesso a ogni persona un volto come una firma unica — una prova che ognuno di noi è conosciuto e curato individualmente".
Selim sollevò la propria mano, fissando i polpastrelli. Ihsan continuò: "Persino alla scala più piccola, come le tue impronte digitali, l'unicità persiste. In tutta la storia dell'umanità, da Adamo a oggi, non sono mai esistite due impronte digitali uguali. Questo livello di dettaglio supera di gran lunga la capacità delle cieche leggi fisiche. Richiede una Sapienza Infinita, Colui che intreccia la differenza in ogni cellula per dichiarare che nessuno è una mera copia".
Passarono davanti a un recinto vicino dove una zebra pascolava tranquillamente. Ihsan si fermò e disse: "Non riguarda solo gli esseri umani. Guarda quelle strisce. A noi possono sembrare identiche, ma in realtà ogni zebra possiede un disegno unico, proprio come un codice a barre personale. Perché la natura dovrebbe richiedere tale maestria artistica solo per sopravvivere? È perché il Creatore ama la bellezza e l'individualità. Egli ha adornato ogni creatura con un'identità specifica fin dal primo istante della sua origine".
"E Selim," disse Ihsan, abbassando la voce in un tono di profonda riverenza, "tutto ciò che vedi è stato creato perfettamente e istantaneamente nella sua forma finale. L'Onnipotente non ha bisogno di milioni di anni di prove ed errori o di goffe transizioni. Un Maestro d'Arte non lascia una tela a metà. Gli esseri umani sono stati umani fin dal principio, dotati di piena sofisticatezza. Anche gli animali — che si tratti della scimmia o del bue — sono stati posti qui con ogni istinto e caratteristica necessari per prosperare nei loro ruoli distinti".
Selim rimase in silenzio, con la mente in fermento. "Quindi stai dicendo che non c'è un ponte tra le specie? Nessun cambiamento accidentale da una all'altra?" Ihsan annuì con fermezza. "Non c'è assolutamente spazio per la coincidenza nell'universo. La vita non è una serie di fortuiti incidenti. Se trovi un orologio sofisticato, sai che c'è un orologiaio. Se vedi un ecosistema che funziona perfettamente, devi sapere che è l'opera di un essere intelligente, sapiente, vivente e potente. Allah ha creato tutto con la Sua infinita conoscenza e potenza e, dal primo giorno, ha posto ogni specie al suo giusto posto, immutabilmente e perfettamente".
Ihsan raccolse da terra una piuma di pavone caduta e la porse a Selim. "Guarda gli 'occhi' su questa piuma. La precisione dei colori e la disposizione di queste minuscole fibre è un capolavoro tecnico. Potrebbe un processo lento e casuale creare una tale immediata brillantezza? No. È stata voluta dall'esistenza da un Intelletto che vuole che restiamo sbalorditi, riconoscendo la Sua presenza attraverso il più piccolo dettaglio".
Mentre il sole iniziava a tramontare, dipingendo il cielo di rossi profondi e ori, Ihsan e Selim rimasero in silenzio. "Questa diversità non è caos; è un coro che loda il Creatore", concluse Ihsan. "Ogni volto che incontriamo, ogni disegno sul mantello di un animale, ogni venatura in una foglia è un promemoria del fatto che non siamo soli. Dietro tutto questo c'è il Sostentatore, che ha progettato tutto con amore e saggezza assoluti. Il fatto che persino piante e bestie prive di coscienza funzionino nel modo più saggio e consapevole dimostra inconfutabilmente che un Essere Onnisciente e Sapiente le ha messe all'opera, e che esse agiscono nel Suo nome".
Selim guardò ancora una volta le sue mani, poi Ihsan. Questa volta non vide casualità; vide u |