SULLA STRUTTURA E DISTRIBUZIONE DEI BANCHI DI CORALLO E DELLE ISOLE MADREPORICHE
  SULLA STRUTTURA E DISTRIBUZIONE DEI BANCHI DI CORALLO E DELLE ISOLE MADREPORICHE
Titolo SULLA STRUTTURA E DISTRIBUZIONE DEI BANCHI DI CORALLO E DELLE ISOLE MADREPORICHE
AutoreCarlo Darwin
Prezzo€ 1,00
Editoreniccia
LinguaTesto in Italiano
FormatoDRMFREE

Descrizione
PRIMA TRADUZIONE ITALIANA DEI PROFESSORI GIOVANNI E RICCARDO CANESTRINI DAL LIBRO: L’atoll Keeling o Cocos è situato nell’Oceano indiano a 12°5’ Sud e 90°55’ di longitudine Est; una carta ridotta, presa dagli studi del capitano Fitz-Roy e dagli ufficiali del H. M. S. Beagle, è rappresentata dalla Tavola 1, fig. 10. La massima larghezza di questo atoll è di nove miglia e mezzo. La sua struttura presenta, sotto molti rapporti, il carattere specifico della classe alla quale appartiene, ad eccezione della poca profondità della laguna. La figura qui unita (fig. 3) rappresenta una sezione verticale, supposta presa a bassa marea, attraverso ad un basso isolotto (di media circonferenza), dalla costa esterna all’interno della laguna. Nel senso orizzontale, le lunghezze della sezione sono state rappresentate sulla scala nella vera loro grandezza, ma ciò era impossibile nel senso verticale, visto che la massima altezza media della terra non è che di 6 a 12 piedi al disopra del livello dell’alto mare. Farò la descrizione di questa sezione incominciando dal lato esterno. Ma debbo ora far osservare che i polipi che costruiscono dei banchi non essendo animali di marea, esigono di essere costantemente sommersi o lavati dalle onde. Il signor Liesk, un intelligente abitante di queste isole, ed alcuni capi di Tahiti (Otahitiani) mi assicurarono che l’esposizione ai raggi del sole, anche per uno spazio di tempo assai breve, determina invariabilmente la loro distruzione. Qui è possibile soltanto col concorso delle circostanze le più favorevoli, come una marea raramente bassa ed un mare calmo, di raggiungere l’orlo esterno dove è vivente il corallo. Io non riescii a pervenirvi che due sole volte, e trovai questa parte quasi intieramente composta di Porites viventi, che formavano dei grandi massi irregolarmente rotondati (come quelli di Astraea, ma più larghi), i quali avevano da 4 ad 8 piedi di larghezza ed un po’ meno di spessore. Questi ammassi sono separati gli uni dagli altri da canali stretti ed incurvati, di circa sei piedi di profondità; molti di essi intersecano la linea dei banchi ad angolo retto. Nella massa più lontana, che potei raggiungere saltando coll’aiuto di una pertica e sulla quale il mare batteva con una certa violenza, quantunque la giornata fosse assai calma ed il mare basso, i polipi abitando le cavità più elevate erano tutti morti: ma discendendo 3 o 4 pollici sotto alla superficie, erario vivi e formavano una fascia prominente intorno alla parte superiore dove la vita era scomparsa.